Bisaccia: Il Castello, la Storia e la Diga, Cuore dell'Alta Irpinia
Bisaccia, definita “la Gentile” da Francesco De Sanctis, sorge a 860 metri di altitudine su uno sperone conglomeratico che domina l’area del Calaggio. La sua storia è un viaggio nel tempo che inizia nell’Età del Ferro: tra il IX e l’VIII secolo a.C., la civiltà di Oliveto-Cairano vi fondò importanti insediamenti, lasciando in eredità necropoli di immenso valore. Borgo strategico in epoca bizantina e longobarda, Bisaccia divenne nel Medioevo un feudo cruciale, testimone del passaggio di imperatori, poeti e letterati. Oggi il comune è un centro culturale di riferimento per l’Alta Irpinia, sede del Distretto 22 di Sistema Irpinia e protagonista della strategia nazionale per le aree interne, capace di attrarre migliaia di visitatori grazie a un connubio unico tra archeologia, letteratura e paesaggio.
Il Castello Ducale e il Museo Archeologico
L’attrattore principale è il Castello Ducale, tra i siti fortificati meglio conservati del Sud Italia. Edificato dai Longobardi e ricostruito nel XIII secolo da Federico II di Svevia, che lo utilizzò come residenza di caccia e prigione, il castello ha ospitato illustri personalità come Torquato Tasso. Al suo interno ha sede il Museo Civico Archeologico, che custodisce oltre 800 reperti. Di valore inestimabile è la Tomba della Principessa (Tomba 66), un corredo funerario del VII secolo a.C. che offre uno spaccato unico sul mondo femminile indigeno e sui monili tradizionali dell’Irpinia d’Oriente. Dal loggiato del castello si gode uno dei panorami più vasti dell’intera regione, che spazia fino ai rilievi pugliesi.
Fede, Architettura e Luoghi dell’Anima
Il patrimonio religioso si concentra nella Cattedrale della Natività di Maria, fondata dai Normanni e ricostruita nel 1747 con una facciata in stile gotico arricchita da un portale del 1515. Altri luoghi di grande suggestione sono la Chiesa di Santa Maria del Carmine, con il suo portale in maiolica, e la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, patrono del borgo, situata su una piazza panoramica dominata da un tiglio plurisecolare. Oltre l’abitato si estende l’altopiano del Formicoso, un tempo riserva di caccia federiciana per il falcone e oggi paesaggio iconico di steppa e dolci rilievi, celebrato dalla “paesologia” di Franco Arminio, scrittore e poeta bisaccese che ha reso questi luoghi simbolo della resilienza dei piccoli borghi.
Tradizioni ed Enogastronomia
La comunità mantiene vive tradizioni secolari come i Fuochi di San Giuseppe (18 marzo), la solenne Processione del Calvario e la festa patronale di Sant’Antonio (13 giugno). La gastronomia è un’eccellenza che ruota attorno alla “via della lana” e ai pascoli d’alta quota. Prodotto principe è il Caciocavallo di grotta PAT, affiancato dal Guanciale del Formicoso e dall’Oliva Masciatica. Inserita negli itinerari della Via Francigena e della Via Appia (Regina Viarum), Bisaccia offre un’ospitalità autentica attraverso il suo albergo diffuso, confermandosi meta d’elezione per il turismo lento e culturale.
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