Lacedonia: Tra Storia Antica, Archeologia e i Laghi dell'Alto Ofanto
Lacedonia, antica sentinella posta al confine tra Campania, Puglia e Basilicata, è un centro di straordinario rilievo storico e culturale nell’Alta Irpinia. Identificata con l’antica Aquilonia degli Irpini, fu teatro della battaglia decisiva della terza guerra sannitica nel 293 a.C. Il suo nome attuale, derivante dall’osco Akudunniad (“Madre Cicogna”), richiama il simbolo del comune: una cicogna che, secondo la tradizione, sostituì l’aquila romana a partire dal 212 a.C. Situata a 732 metri s.l.m., Lacedonia si presenta oggi come un borgo che fonde il rigore dell’architettura antisismica del dopoguerra con un nucleo storico ricco di testimonianze millenarie, dalle grotte neolitiche ai palazzi rinascimentali.
Il Retaggio Storico e la Congiura dei Baroni
Il nome di Lacedonia è indissolubilmente legato alla Congiura dei Baroni del 1486. Nella notte tra il 10 e l’11 settembre, i baroni ribelli guidati da Pirro del Balzo si riunirono nell’antica Chiesa di Sant’Antonio per giurare fedeltà alla rivolta contro il re Ferrante I d’Aragona. Di quel periodo rimane il Castello di Pappacoda (o Castello Nuovo), eretto nel 1500, di cui è ancora visibile una delle possenti torri. Il centro spirituale è la Concattedrale di Santa Maria Assunta, che custodisce memorie della secolare diocesi cittadina e il legame con San Gerardo Maiella, che qui soggiornò nel Palazzo Vescovile. Un’eccellenza contemporanea è il MAVI (Museo Antropologico Visivo), che attraverso gli scatti di Frank Cancian documenta con rara sensibilità la civiltà contadina degli anni ’50.
Un Patrimonio Naturale tra Grotte e Boschi
Il territorio lacedoniese è caratterizzato da una biodiversità eccezionale. Il Bosco Origlio ospita alberi monumentali di rilevanza regionale, come il “Cerro del Tesoro” e il “Cerro del Drago”, querce secolari che testimoniano la longevità dell’ecosistema locale. Il paesaggio è segnato dalla valle dell’Osento e da una parte del Lago di San Pietro, ideali per il trekking e l’osservazione naturalistica. Di particolare interesse è il percorso rupestre, che conta oltre 150 grotte tufacee abitate sin dal Pleistocene, tra cui la suggestiva “Grotta dell’Urtacchio”, antico luogo sacro sannitico, e le grotte utilizzate dai briganti nel post-unificazione.
Tradizioni e Sapori della Transumanza
Lacedonia è un nodo cruciale dei tratturi della Transumanza, pratica riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Questa eredità pastorale si riflette in una gastronomia d’eccellenza, dove spiccano il Caciocavallo Irpino di Grotta e l’Oliva Masciatica PAT, un frutto di media pezzatura da cui si ricava un olio dolce e aromatico. Tra i dolci tipici si segnalano i Cauzuncielli (ravioli di castagna e cioccolato) e le sfogliatelle locali. Eventi come la rievocazione della Congiura, la festa di San Filippo Neri e il concorso fotografico “1801 Passaggi” mantengono viva un’identità comunitaria profonda, capace di proiettare il fascino dell’antico municipium nel futuro del turismo esperienziale.
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