Morra De Sanctis: La Culla del Grande Critico e Borgo della Cultura Irpina

Morra De Sanctis, situata a 863 metri di altitudine nel cuore dell’Alta Irpinia, è un luogo dove la storia monumentale si fonde con la grande letteratura italiana. Originariamente nota come Morra Irpina, nel 1934 la cittadina assunse il nome attuale in onore del suo figlio più illustre: Francesco De Sanctis, il più grande critico letterario del Risorgimento. Il toponimo “Morra”, che affonda le radici nel termine arcaico per “altura” o “cumulo di pietre”, descrive perfettamente la posizione dominante del borgo, arroccato su uno sperone che vigila sulla valle dell’Ofanto. Insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile, Morra è un simbolo di dignità e rinascita, capace di custodire un’identità che spazia dalle antiche tribù sannitiche alle vette del pensiero filosofico moderno.

 

Un Patrimonio Storico tra Archeologia e Letteratura
Le radici di Morra sono antichissime: i reperti della necropoli di Piano Cerasulo, risalenti al VII-VI secolo a.C., testimoniano la presenza della cultura di Oliveto-Cairano, con le tombe sannitiche più antiche mai rinvenute in Irpinia. Il centro storico è dominato dal maestoso Castello dei Principi Biondi-Morra, maniero di epoca longobarda ampliato dai Normanni e dagli Svevi, che ancora oggi conserva torri circolari e cortili interni di grande fascino. A pochi passi si trova la Casa Natale di Francesco De Sanctis, oggi sede di un museo che custodisce memorie e cimeli dello statista, mentre la maestosa Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo (XI secolo) si impone nel paesaggio con la sua mole massiccia e i suoi interni recentemente restaurati.

La Via delle Acque e il Paesaggio Naturale
Il territorio morrese è un ecosistema ricchissimo e dinamico, caratterizzato dalla presenza di ben 55 sorgenti naturali che sgorgano dai versanti permeabili della montagna, alimentando una rete idrografica che confluisce nell’Ofanto. I percorsi rupestri della “Via delle Acque” permettono di scoprire laghi artificiali come il Varnicola e il Gavaretta, oasi di biodiversità perfette per l’osservazione naturalistica. Il paesaggio, descritto magistralmente da De Sanctis nel suo “Un viaggio elettorale”, offre viste mozzafiato che spaziano dal Formicoso alle vette di Sant’Angelo, in un susseguirsi di boschi folti e valloni profondi che cambiano colore ad ogni stagione.

Tradizioni Enogastronomiche e Identità Locale
Nonostante la distanza dal mare, Morra vanta un vero e proprio culto per il pesce conservato: il piatto simbolo è il Baccalà alla Ualanegna, preparato con i caratteristici peperoni cruschi, celebrato ogni anno nella storica Sagra del Baccalà (o Festa dell’Emigrante). Altre eccellenze includono la Migliazza con le cicciole (pizza rustica di granoturco) e la pregiata Ricotta di Carmasciano PAT, nota per la sua cremosità unica. Eventi come “Calici sotto le Stelle”, organizzato tra le mura del Castello, uniscono la degustazione dei vini irpini all’osservazione astronomica, confermando Morra come un centro di attrazione culturale e conviviale d’eccellenza.

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