Rocca San Felice: Il Castello Normanno e la Magia della Mefite in Irpinia
Rocca San Felice sorge maestosa a 750 metri sul livello del mare nel cuore dell’Alta Irpinia, dominando la celebre e misteriosa Valle d’Ansanto. Con origini che affondano le radici nell’epoca preromana, il territorio è indissolubilmente legato al culto della dea Mefite, divinità delle transizioni a cui era dedicato un santuario già nel VII secolo a.C. Il borgo attuale ha una genesi marcatamente medievale: fondato nell’848 d.C. per volontà di re Ludovico II come fortezza di confine tra i Principati di Salerno e Benevento, il suo nome riflette la conformazione del luogo (“Rocca” come altura fortificata) e la profonda devozione al Santo Patrono. Oggi Rocca San Felice è considerata uno dei borghi meglio conservati della regione, un autentico museo a cielo aperto che custodisce l’imponente Castello e un centro storico di rara bellezza architettonica.
Cultura e Istituzioni: Il Museo Civico “Don Nicola Gambino”
Il fulcro della conservazione storica del borgo è il Museo Civico “Don Nicola Gambino”, che raccoglie i preziosi reperti rinvenuti nelle aree archeologiche circostanti, in particolare presso la Valle d’Ansanto. Il percorso espositivo permette di compiere un viaggio nel tempo attraverso frammenti di vasellame, ceramiche e oggetti votivi che documentano millenni di pellegrinaggi al tempio della dea Mefite. Accanto al museo, la Mostra della Ceramica arricchisce l’offerta culturale, valorizzando l’artigianato locale e la memoria delle antiche maestranze. Queste istituzioni, insieme al costante impegno del Comune nella tutela del borgo, rendono Rocca San Felice un punto di riferimento per lo studio delle civiltà italiche e della vita feudale in Irpinia.
Il Patrimonio Religioso e il Paesaggio della Mefite
Il paesaggio di Rocca San Felice è dominato dalla Mefite, un geosito unico al mondo citato da Virgilio nell’Eneide come lo “spiraglio dell’inferno”, dove un laghetto sulfureo ribolle per le esalazioni gassose del sottosuolo. A corona di questo scenario naturale suggestivo si ergono i Ruderi del Castello, legati alla leggenda del fantasma di Margherita di Svevia, che ancora oggi sembra abitare le mura della fortezza. Il patrimonio religioso è di altissimo valore: la Chiesa di Santa Maria Maggiore (XII secolo) con il suo campanile monumentale e il Santuario di Santa Felicita, divenuto santuario diocesano nel 2018, rappresentano i pilastri della spiritualità locale. Il centro storico, con i suoi vicoli stretti e il tiglio secolare di Piazza San Felice, offre scorci panoramici indimenticabili sulla valle circostante.
Eccellenze Enogastronomiche e Tradizioni
La gastronomia di Rocca San Felice è celebre per prodotti unici al mondo, influenzati dalla natura sulfurea del terreno: spicca il Pecorino di Carmasciano PAT, un formaggio dal sapore inimitabile prodotto da pecore che pascolano nei pressi della Mefite, affiancato dall’Agnello di Carmasciano PAT. Il paniere d’eccellenza si completa con il Caciocavallo Silano DOP e il Caciocavallo irpino di grotta PAT. La vita della comunità è scandita da eventi di grande richiamo nazionale, primo fra tutti la Festa Medievale in agosto, un vero e proprio tuffo nel passato tra cavalieri, giocolieri e antiche botteghe, seguita dal suggestivo Festival dei Cortili, riti che testimoniano il forte legame della comunità con le proprie radici storiche.
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