Calitri: il Borgo Scalare, Ceramiche d'Arte e Sentieri Panoramici in Alta Irpinia

Calitri è uno dei borghi più iconici dell’Alta Irpinia, celebre per il suo profilo di case colorate che digradano lungo una dorsale tufacea affacciata sulla valle dell’Ofanto. Situato a 601 metri s.l.m., questo centro di oltre 4.000 abitanti è stato definito dal Touring Club Italiano la “Positano d’Irpinia”. Il toponimo affonda le radici nel greco aletrion (macinazione del grano), a testimonianza di una vocazione agricola millenaria. Oggi Calitri è un centro d’arte e cultura di respiro internazionale, capace di attrarre turisti da tutto il mondo (celebre il suo successo negli USA tramite programmi televisivi come House Hunters International) grazie a un perfetto connubio tra recupero architettonico e tradizioni vive.


Storia e Arte: Il Borgo Castello e la Ceramica

Il cuore pulsante del paese è il Borgo Castello, un insediamento urbano fortificato nato sui resti dell’antica roccaforte medievale, devastata dal terremoto del 1694 e sapientemente recuperata. Al suo interno ha sede il Museo della Ceramica, che documenta un’arte antica – quella dei maestri vasai calitrani – che ancora oggi vive nelle botteghe del centro storico. Il patrimonio civile è arricchito da sontuosi edifici come Palazzo Mirelli e Palazzo Zampaglione, mentre l’architettura religiosa brilla con la Chiesa dell’Immacolata Concezione (che custodisce una cripta con oggetti sacri e statue di scuola napoletana) e la cinquecentesca Chiesa dell’Annunziata, dal portale rinascimentale di rara bellezza.

Eventi e Tradizioni: Dallo Sponz Fest alle Leggende Popolari

Calitri è oggi sinonimo di avanguardia culturale grazie allo Sponz Fest, il festival ideato da Vinicio Capossela (legato al borgo dalle radici paterne) che ogni agosto trasforma il paese in un palcoscenico a cielo aperto. La religiosità è profonda, manifestandosi nella secolare Processione del Venerdì Santo verso la collina del Calvario e nella devozione per San Canio, il patrono. Il fascino del borgo è alimentato anche da un ricco immaginario folcloristico: dalle storie dello Scazzamauriegghij (un folletto dispettoso dal berretto rosso) alle leggende sui tesori nascosti dai demoni tra le grotte di San Zaccaria, il mistero aleggia tra i vicoli e le grotte sotterranee.

Gastronomia e Territorio: Cannazze e Caciocavallo di Grotta

L’esperienza calitrana si completa a tavola con piatti che sono veri e propri rituali. Regina indiscussa è la Cannazza PAT, ziti spezzati a mano e conditi con ragù a lunga cottura e formaggi locali. Il territorio, terzo in provincia per estensione, offre prodotti d’eccellenza come il Pane di Calitri PAT, dalla crosta croccante e bruna, e il Caciocavallo Irpino di Grotta PAT, stagionato nelle caratteristiche cavità ipogee che costellano il centro storico. Tra trekking naturalistici lungo l’Ofanto e visite alle grotte di stagionatura, Calitri si conferma una tappa imprescindibile per chi cerca l’autenticità di un’Irpinia colta, colorata e senza tempo.

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